Accedi
Torna a tutte le discussioni
Alto Potenziale & 2E

Vivere con AuDHD (Autismo + ADHD): gestire il conflitto interno tra bisogno di routine e ricerca di dopamina

Se avete una doppia diagnosi o vi riconoscete nel profilo AuDHD (Autismo + ADHD insieme), conoscerete bene il paradosso quotidiano: • La parte autistica desidera ardentemente stabilità, prevedibilità, silenzio e la stessa colazione ogni mattina. • La parte ADHD muore di noia dopo 48 ore della stessa routine, procrastina fino all'ultimo secondo e ha fame implacabile di novità e stimoli dopaminergici. Il risultato tipico? Creiamo il piano perfetto il lunedì, lo seguiamo alla lettera martedì, mercoledì ci sentiamo soffocare e giovedì crolliamo in uno shutdown sentendoci in colpa per la nostra "mancanza di costanza". Strategie che mi hanno aiutato a fare pace con le due parti: 1. Routine modulari anziché rigide: Invece di "alle 8:00 faccio X", ho una lista di 3 opzioni equivalenti a seconda del livello energetico. 2. Menù della dopamina a basso impatto: Attività stimolanti ma non distruttive per il sistema sensoriale (puzzle visivi, musica strumentale a 8D, passeggiate in natura). 3. Accettare la non-linearità: Il nostro funzionamento è a cicli, non a linea retta costante. Qualcuno qui condivide questa combinazione? Quali sono le vostre ancore di salvezza?
#audhd#autismo-adhd#funzioni-esecutive#dopamina#routine#doppia-eccezionalità
Reazioni a questa discussione:

Risposte della comunità3

Mi ritrovo parola per parola in questo post! Per anni mi sono sentito un paradosso vivente: ossessionato dall'organizzazione eppure disordinato cronico. Capire che il cervello autistico e quello ADHD tiravano la corda in direzioni opposte mi ha tolto un peso gigantesco dalle spalle. La soluzione delle routine a 3 livelli (giornata verde, gialla, rossa) mi ha salvato la vita.

Il concetto di "menù della dopamina sensoriale" è oro. Io tengo sempre a portata di mano: cubi infiniti metallici (stimming tattile), cuffie con brown noise (rumore marrone rilassante) e tè aromatizzati. Soddisfano la ricerca di novità dell'ADHD senza mandare in tilt il sistema sensoriale autistico.

Quando le due parti si alleano, però, abbiamo dei superpoteri unici: l'iperfocus dell'ADHD alimentato dalla profondità di analisi dell'interesse speciale autistico ci rende capaci di trovare soluzioni a problemi complessi che nessun altro vede!

Vuoi unirti alla conversazione?

La lettura su NeuroSpazio è sempre libera per tutti. Per scrivere una risposta o partecipare attivamente è necessario accedere al tuo account.